Con sguardo lucido e consapevole la poetessa ci ricorda il peso dell’anima e il senso del nostro passaggio.
Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.
È così che è stabilito,
il cuore va reso,
il fegato va reso
e ogni singolo dito.
È troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
mi sarà tolto con la pelle.
Me ne vado per il mondo
tra una folla di altri debitori,
su alcuni grava l’obbligo
di pagare le ali.
Altri dovranno, per amore per forza,
rendere conto delle foglie.
Nella colonna Dare
ogni tessuto che in noi.
Non un ciglio, non un peduncolo
da conservare per sempre.
L’inventario è preciso
e a quanto pare
ci toccherà restare con niente.
Non riesco a ricordare
dove, quando e perché
ho permesso che aprissero
questo conto a mio nome.
La protesta contro di esso
la chiamiamo anima.
E questa è l’unica voce
che manca nell’inventario.
Lirica tratta dalla raccolta della poetessa polacca Wislawa Szymborska dal titolo “La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009)”, Adelphi Edizioni, Milano, 2009.
